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Bottle Sharing, quando il vino fa davvero compagnia
Pare che sia l’ultima tendenza in fatto di vino al ristorante: condividere tra tavoli e, quindi, tra persone che non si conoscono la stessa bottiglia, per degustare etichette pregiate e costose o… semplicemente per far conoscenza e godersi un bicchiere di buon vino senza timore dell’alcol test
Colpa dei divieti e dell’alcol test, complice la crisi economica o galeotta la voglia di fare nuove conoscenze con gli espedienti più strani… fatto sta che nei ristoranti di tendenza sta dilagando un nuovo modo di bere il vino: il Bottle Sharing. L’idea, che in occasione del Vinitaly 2010 fa notizia sui giornali e in televisione, consiste nel condividere una bottiglia di vino tra tavoli di clienti che non si conoscono tra loro. L’orchestratore di tutto ciò, ovviamente, è il ristoratore. A lui è affidato il compito di capire i gusti e i desideri dei propri commensali, abbinarli ai piatti ordinati e proporre l’insolita sinergia, presentando i vicini di tavolo, diventati compagni di bevuta.Un’idea originale, senz’altro, ma non bislacca, visto che sta prendendo piede in locali di tendenza e ristoranti rinomati.Che cosa significa nel panorama del mercato del vino forse è presto per dirlo, ma almeno si possono azzardare alcune ipotesi sulle motivazioni di questa nuova tendenza.Sarà colpa della crisi, che toglie potere di acquisto ma non il desiderio di gustare cose buone? Il bottle sharing, infatti, è la soluzione ideale per concedersi etichette prestigiose, spesso dai prezzi proibitivi, che da soli non avremmo mai osato neppure assaggiare. In questo modo, invece, si divide il piacere e la spesa, con sommo vantaggio del primo che risulta così più leggero.Gli alcol test pronti a sorprenderci a ogni angolo anche dopo aver degustato un paio di bicchieri di ottimo vino potrebbero essere l’altra ‘causa’ di questa insolita convivialità, senza dimenticare che il bottle sharing diventa anche un ottimo espediente per bypassare il ‘problema’ di un amico o un partner astemio, che non condivide questo piacere con noi.O forse, nell’epoca dei social network, delle chat e delle amicizie virtuali, il bottle sharing va a riscoprire la voglia di stringersi una mano e di immergersi nel mondo delle conoscenze reali?Del resto si sa… Spesso il vino è galeotto!