Il blog di Vino e Dintorni

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Vinitaly 2010 -1parte

Ieri, come tutti gli anni, tappa obbligata al Vinitaly, per incontrare produttori che si conoscono da anni e per conoscerne di nuovi e ovviamente per degustare dei nuovi prodotti da inserire in enoteca. Cominciamo a fare un punto delle degustazioni di ieri.

Molto interessante come sempre il Piemonte, dove ho riscoperto un’azienda che avevo un po’ trascurato: Bruno Rocca - Az.Agricola Rabajà. Oltre ai suoi Barbaresco, ho avuto la possibilità di assaggiare il Nebbiolo, molto piacevole ed il loro Langhe Rosso doc Rabajolo fatto da cabernet sauvignon (50%), nebbiolo (25%), barbera(25%). Una piacevola scoperta.

E per finire due Barbaresco di notevole struttura ed eleganza. Il Coparossa 2007, sicuramente più facile da bere, presentava dei profumi di frutta rossa stupendi e un corpo armonico.

 Il Maria Adelaide 2006, loro vino di punta, presentava un coloro rosso granato intenso e dei profumi e una complessità decisamente accattivanti. Un vino che merita decisamente di essere bevuto.

Vernaccia di San Gimignano 2008 docg vernaccia - Casa alla Terra (Gaiole in Chianti SI)

Colore Giallo paglierino brillante. Profumo Fragrante di crosta di pane, floreale di fiori bianchi. Persistente. Gusto fresco e asciutto, con un piacevole finale di mandorla

vernaccia

Semplicemente diVino

Semplicemente DiVino Ovvero lo spazio dedicato all’attualità e alla cultura generale sul vino. L’origine dei vini e delle denominazioni, i commenti alle più recenti notizie in campo enologico, le curiosità più particolari: questo è il contenitore dove la parola vino è declinata in tutte le sue ‘gradazioni’, per la gioia degli esperti ma anche dei semplici appassionatiScrivici! Per segnalarci notizie, nuovi argomenti o anche solo per un parere o un commento. Se sei un appassionato di vino questo spazio è anche tuo!

bottle sharing

 

Bottle Sharing, quando il vino fa davvero compagnia  

Pare che sia l’ultima tendenza in fatto di vino al ristorante: condividere tra tavoli e, quindi, tra persone che non si conoscono la stessa bottiglia, per degustare etichette pregiate e costose o… semplicemente per far conoscenza e godersi un bicchiere di buon vino senza timore dell’alcol test

Colpa dei divieti e dell’alcol test, complice la crisi economica o galeotta la voglia di fare nuove conoscenze con gli espedienti più strani… fatto sta che nei ristoranti di tendenza sta dilagando un nuovo modo di bere il vino: il Bottle Sharing. L’idea, che in occasione del Vinitaly 2010 fa notizia sui giornali e in televisione, consiste nel condividere una bottiglia di vino tra tavoli di clienti che non si conoscono tra loro. L’orchestratore di tutto ciò, ovviamente, è il ristoratore. A lui è affidato il compito di capire i gusti e i desideri dei propri commensali, abbinarli ai piatti ordinati e proporre l’insolita sinergia, presentando i vicini di tavolo, diventati compagni di bevuta.Un’idea originale, senz’altro, ma non bislacca, visto che sta prendendo piede in locali di tendenza e ristoranti rinomati.Che cosa significa nel panorama del mercato del vino forse è presto per dirlo, ma almeno si possono azzardare alcune ipotesi sulle motivazioni di questa nuova tendenza.Sarà colpa della crisi, che toglie potere di acquisto ma non il desiderio di gustare cose buone? Il bottle sharing, infatti, è la soluzione ideale per concedersi etichette prestigiose, spesso dai prezzi proibitivi, che da soli non avremmo mai osato neppure assaggiare. In questo modo, invece, si divide il piacere e la spesa, con sommo vantaggio del primo che risulta così più leggero.Gli alcol test pronti a sorprenderci a ogni angolo anche dopo aver degustato un paio di bicchieri di ottimo vino potrebbero essere l’altra ‘causa’ di questa insolita convivialità, senza dimenticare che il bottle sharing diventa anche un ottimo espediente per bypassare il ‘problema’ di un amico o un partner astemio, che non condivide questo piacere con noi.O forse, nell’epoca dei social network, delle chat e delle amicizie virtuali, il bottle sharing va a riscoprire la voglia di stringersi una mano e di immergersi nel mondo delle conoscenze reali?Del resto si sa… Spesso il vino è galeotto!

 

 

Perlugo Extra Brut vsq - Pievalta

Questo spazio è dedicato alla vostra opinione sui vini che avete acquistato su Vinoedintorni.it o degustato nelle occasioni più disparate.Non dimenticarti di lasciare il tuo commento. Sarà l’occasione per scoprire insieme vini nuovi e insoliti e condividere la nostra grande passione.

Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, il perlage fine e persistente. Profumi di crosta di pane e mandorla, accompagnati da sentori freschi di erbe aromatiche come timo e origano. Al gusto è fresco, sapido e di bella persistenza.

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 Perlugo Extra Brut vsq - Pievalta (Cupramontana AN)

Pinot Noir 2008 doc valle d’aosta - La Crotta di Vegneron (Chambave AO)

Il Pinot Noir è un vitigno di origine francese, più precisamente della Borgogna, anche se ormai molti cloni messi a dimora in Valle d’Aosta provengono dalla vicina Svizzera. È un vitigno non molto diffuso a causa della sua limitata produttività e delicatezza. Dai vigneti ubicati a bassa quota e da un melange dei migliori cloni, nasce il Pinot Noir vinificato in rosso. Il vino si presenta di un colore rosso rubino eccezionalmente intenso per questo vitigno Pinot Noir che nasce su questi pendii, e che ci regala un vino dalla struttura potente ma allo stesso tempo elegante. I profumi, di buona intensità, ci ricordano sentori di frutti rossi, di rosa canina e di viola. In bocca il vino è di buona struttura, armonico, giustamente tannico con piacevoli sensazioni finali calde.

pinot noir

 

Chambave Muscat doc valle d’aosta - La Crotta di Vegneron (Chambave AO)

Nei vigneti di Chambave, un borgo nei pressi di Aosta, le uve del moscato bianco, straordinariamente ricche di aromi e profumi, riescono ad esaltare le espressioni caratteristiche di questo vitigno. Il risultato è un vino dal colore paglierino, vivace, dall’evidente limpidezza cristallina. Dal ventaglio aromatico emergono sentori di albicocca, salvia e timo. Una chiusura delicata ricorda il profumo di pesca gialla. La ricchezza dei profumi stupisce quando al gusto il vino si presenta, insolitamente per un moscato, secco e delicatamente alcolico. Lo Chambave Muscat si presta ad essere bevuto fuori pasto come aperitivo, ma anche in abbinamento con crostacei e formaggi di media stagionatura.

chambave muscat

 

Le vostre ricette, i nostri abbinamenti

È il più tradizionale degli argomenti ma, confessiamolo, chi di noi, in occasione di una cena, romantica, tra amici, di lavoro, non si è posto la domanda: “E ora? Che vino ci va?”.
Posto che il primo vero metro di scelta nonché l’unico limite alla fantasia è il nostro gusto, in questo spazio Laura, la nostra esperta di abbinamenti, ci dà alcuni suggerimenti per uscire dall’impasse della scelta, ma anche per scoprire accostamenti curiosi e originali.

Inviaci la tua ricetta! Laura saprà sicuramente consigliarti l’abbinamento che fa per te. Ma se preferisci puoi suggerircelo anche tu. Tradizionale, fantasioso, un po’ azzardato, sarà un piacere sperimentare insieme!
Ma veniamo alla tua ricetta… Che sia una tua invenzione, un piatto tipico che hai personalizzato o qualcosa di veramente sfizioso che hai scovato chissà dove…  Non vediamo l’ora di assaporarla e darti il nostro parere!

Ps: Laura ti aspetta anche nelle enoteche in Chiari, in Piazza Martiri Della Libertà, 13 e 17.

Nota bene: l’invio della ricetta autorizza Vino e Dintorni alla sua pubblicazione, con l’indicazione del nickname del suo autore che altri non può essere se non l’utente iscritto al sito nonché il mittente della foto stessa. Vino e Dintorni è pertanto sollevata dalla responsabilità derivante dalla pubblicazione di ricette copiate da altre mezzi di pubblicazione o a firma di terzi, senza loro autorizzazione. In caso di ricette tratte da altre pubblicazioni, il mittente è tenuto a indicarne la fonte, che verrà citata nel blog.
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Fumin “Ésprit Follet” doc Valle d’Aosta - La Crotta di Vegneron (Chambave AO)

Il Fumin è un antico vitigno autoctono della Valle d’Aosta, caratterizzato da una forte colorazione della buccia che in maturazione tende al blu. Vitigno a maturazione tardiva. Una vinificazione tradizionale e un successivo passaggio in legni differenti ci offrono un vino che si presenta di colore rosso porpora molto intenso e vivace, con riflessi violacei che dopo un breve periodo di affinamento in bottiglia evolve al rosso rubino. I profumi, sempre di grande finezza, intensi e persistenti, sono caratterizzati da evidenti note speziate, muschiate: netta è la vaniglia, il pepe bianco, il chiodo di garofano e la liquirizia. Un delicato sentore di frutta rossa, tra cui spicca la ciliegia, armonizza le sensazioni olfattive. Al gusto, il vino è secco, caldo, di buona morbidezza; la freschezza e l’eleganza dei suoi tannini lo rendono equilibrato. Le sensazioni finali sono di pienezza, pulizia ed elegante sapidità.

fumin

 

Pas Dosè docg franciacorta - Borgo la Gallinaccia (Rodengo Saiano BS)

Bianco paglierino, buona spuma, perlage fine, profumo fine, intenso con un piacevole sentore vanigliato, buona struttura e persistenza, cremoso e sapido.

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Appunti di Viaggio

Ogni viaggio è legato a colori, profumi, atmosfere che lo rendono unico. Ogni viaggio è legato a un gusto, a dei sapori e a degli odori che lo rendono indimenticabile. Raccontaci il tuo viaggio, accompagnandoci alla scoperta della cucina di posti vicini, insoliti o di mete lontane e delle rivelazioni enogastronomiche più curiose e golose.È un modo per scambiarsi consigli, curiosità e idee tra appassionati del buon vino e del buon cibo! E, perché no, lo spunto per un prossimo viaggio!