Il blog di Vino e Dintorni

FIANO DI AVELLINO 2008 docg fiano di avellino FEUDI SAN GREGORIO

FIANO DI AVELLINO FEUDI SAN GREGORIO

€.10,00 lotto 1 bottiglia (prezzo di listino €.12,50, risparmio €.2,50)

Il profumo è intenso e persistente. Nette sono le sensazioni mediterranee di fiori freschi, come la camomilla, e di frutta, dalla pesca gialla con il “pizzo”, tipica campana, fino alla più complessa arancia candita. Al palato le tipiche note di morbidezza del vitigno vengono bilanciate da viva freschezza e mineralità.

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“Fiano di Avellino 2008 docg fiano di avellino Feudi San Gregorio”

PINOT NERO 2008 doc alto adige FRANZ HAAS

pinot nero

€.18,50 lotto 1 bottiglia (prezzo listino €.23,00, risparmio €.4,50)

Il Pinot Nero ha un colore rosso rubino abbastanza carico. Nella prima fase di vita il vino sviluppa dei profumo intensi di lampone e di marasche, che maturando evolvono in profumi di frutti di bosco. In bocca il Pinot nero è caratterizzato da un tannino contenuto che ne esalta la tipica morbidezza accompagnato da una buona persistenza ed da un ineguagliabile equilibrio.

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ROSE s.a. aoc champagne VEUVE CLICQUOT

rosè s.a. veuve clicquot

 

€.46,00 lotto 1 bottiglia (prezzo di listino €.58,00, risparmio €.12,00)

Il colore rosa ha preso il sopravvento in questi ultimi anni. Dalla moda – femminile e maschile - all’arredamento, passando per gli oggetti per la casa, il mondo si è vestito di rosa. Oltre al rosa confetto, il rosa bebé, il rosa carnicino, il rosa shocking, il rosa polvere, il rosa antico…Tutti i rosa si trovano in natura. Simbolo di gioia, di energia vitale, di entusiasmo e felicità, il rosa rigenera lo spirito e lascia parlare le emozioni. Largamente adottato in tutti gli ambienti artistici, il rosa è tendenza, passato e futuro della gente felice. Veuve Clicquot Rosé è un gusto volutamente ‘Clicquot’ dove la dolcezza, la rotondità e la freschezza si coniugano con la profondità, l’intensità e la potenza. Espressione rosata del Brut Yellow Label, il simbolo indiscusso della Maison, ne possiede la struttura di grande vino in cui dominano l’intensità del Pinot Noir, la finezza dello Chardonnay e la rotondità fruttata del Pinot Meunier. Alla struttura di base del Brut Yellow Label, l’équipe di Jacques Péters ha aggiunto dei vini rossi di riserva, prodotti da uve nere coltivate e selezionate appositamente per donare uno splendido equilibrio a questo Rosé. La scelta dei vini di riserva, sia bianchi sia rossi - abituale per la Maison - garantisce la continuità dello stile.

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Pinot Grigio Castel Ringberg 2005 doc alto adige ELENA WALCH

Pinot Grigio Castel Ringberg 2005 doc alto adige elena walch

€.12,00 lotto 1 bottiglia (prezzo di listino €.16,00, risparmio €.4,00)

Un Pinot grigio senza confronti, come confermano i riconoscimenti ricevuti Colore: paglierino dorato con riflessi verdognoli Profumi: eleganti di frutta matura, con accenni floreali e vegetali Gusto: pieno e ricco, concentrato e di corpo pieno, complesso, fresco, succoso e persistente Note: un vino di grande eleganza e armonia

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La Sicilia dei cannoli e del Donnafugata Ben Ryé

Ci sono cibi che, da soli, identificano la terra che li alleva. E ci sono terre che sono così enogastronomicamente ricche da aver dato ai natali a più di un prodotto. Prendiamo la Sicilia. Dovendola rappresentare con un vino o un cibo potremmo trovarci in imbarazzo: cassata, cannoli, granite, zibibbo, arance, nero d’avola, fichi, limoncello, liquore alle carrube, passito… Questi, e molti altri ancora, sono i sapori di questa terra assolata e apparentemente arida, che ci dona in realtà frutti e uva di rara bontà.
Il nostro abbinamento oggi è tutto dedicato alla Sicilia e, ovviamente, non potevamo che proporvi la ricetta dei tradizionali cannoli siciliani, per cui abbiamo scelto un abbinamento quasi obbligato con il Ben Ryè, un Doc Passito di Pantelleria, 100% da uve Zibibbo, della nota azienda Donnafugata di Marsala.
Dal colore giallo ambrato lucente, il Ben Ryè è un vino dalla straordinaria personalità, che si esprime in note intense di albicocca e pesca e richiama i profumi tipici di questa magnifica terra, dalla dolcezza dei fichi e del miele, alle erbe aromatiche e alle note minerali. Una giusta fusione tra dolcezza, sapidità e morbidezza rende il Ben Ryè ideale in accostamento a formaggi erborinati o stagionati, al fois gras, a dolci a base di ricotta, frutta secca e pasta di mandorle. Buono con il cioccolato, è ottimo anche per essere degustato da solo.

CANNOLI SICILIANI

Ingredienti
Per la scorza:
500 g di farina 00
due tuorli, 25 g di alcool
20 g di sugna
vino sugna per friggere

Per il Ripieno:
ricotta
zucchero
canditi tritati
cioccolata a pezzetti

Ricetta
(http://www.siciliainricetta.it/ricette_siciliane/cannoli_siciliani.htm)

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, nel centro mettere lo strutto, i due tuorli e impastare con l’alcool e il vino fino ad ottenere una pasta abbastanza consistente. Fate riposare per un po’ la pasta coperta con un tovagliolo per 1/2 ora circa. Tirare poi una sfoglia dello spessore di 2 o 3 mm. e tagliare la sfoglia in cerchi di diametro di 10 cm. circa. Avvolgere ogni cerchio di pasta negli appositi cannelli (un tempo erano di canna, oggi si trovano di latta). Badare a saldare bene i due lembi di pasta, poi friggere i cannoli in abbondante sugna. Quando saranno dorati, scolarli sopra una carta assorbente.
Lasciare raffreddare e poi sfilare i cannoli dai cannelli. Mescolare la ricotta con lo zucchero e passare il tutto a setaccio perche’ deve risultare come una crema. Aggiungere i canditi e il cioccolato e mescolare bene. Riempire i cannoli, pareggiare le due estremita’ con la lama bagnata di un coltello e
decorare con mandorle brustolite tritate molto finemente. In ultimo spolverare
con zucchero a velo

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Guida alla degustazione del vino – L’esame degustativo

Dopo l’esame visivo e quello olfattivo, non resta che il piacere di degustare il vino. Eccoci dunque arrivati all’appuntamento conclusivo con la nostra guida alla degustazione: l’esame degustativi.

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È la parte più apprezzata della degustazione, anche dai principianti. Sicuramente è il momento in cui andiamo a trovare conferma alle caratteristiche del vino rilevate in sede di esame olfattivo e visivo e scopriamo nuove caratteristiche e qualità.
Ma per godersi il momento della degustazione con cognizione di causa bisogna sapere come funziona il suo strumento per eccellenza, la lingua, l’organo deputato a determinare il gusto.
Non solo i sapori, ma anche la consistenza e la forma di ciò che stiamo mangiando viene captato dalle papille gustative che, a seconda della zona della lingua in cui si trovano, sono in grado di captare i vari sapori.

Nel dettaglio, il sapore dolce si sente sulla punta della lingua e, per quanto riguarda il vino, è dato dalla presenza di zuccheri come il fruttosio, il glucosio, saccarosio e il saccarosi, dominanti per esempio in uve passite o in vini dolci come il Moscato d’Asti e l’Asti spumante. Una lieve sensazione di dolcezza è data anche dall’alcol e in particolare da alcol superiori come la glicerina, fondamentale nel dare rotondità al vino.
Il sapore acido è percepibile ai lati della lingua e proviene da acidi organici come l’acido citrico (limone), l’acido malico (molto aspro presente nelle mele acerbe), l’acido tartarico tipico dell’uva, l’acido acetico dell’alcol etilico: tutti acidi presenti nel vino, soprattutto in quelli bianchi secchi.
Il sapore salato è affidato alla parte centrale della lingua e, sebbene vini propriamente salati non esistono, esistono però sensazioni leggermente salmastre rilevabili in vini bianchi prodotti vicino al mare (Vermentino di Gallura, Il Cinque Terre…).Non resta dunque che l’amaro (fondo della lingua), che in un vino può derivare da sostanze aromatiche vegetali quali erbe, cortecce, radici.

Veniamo dunque ai momenti della degustazione, dove un ruolo fondamentale è quello della percezione tattile che il vino trasmette in bocca. La più importante di tutte è il calore, quindi senz’altro l’astringenza data dalla combinazione dei tannini del vino con le proteine della saliva.
Un’altra caratteristica che è necessario valutare è la persistenza di un vino, cioè la durata delle sensazioni gustative dopo che il vino è stato espulso dalla bocca. La persistenza ci permette di definire la struttura e la qualità del vino assaggiato.
Vi è poi la sensazione di equilibrio che è data dal giusto rapporto tra le sensazioni di acido, morbido, astringente, calore. L’insieme di queste sensazioni deve conferire un’unica impressione di gradevolezza, armonica ed equilibrata.
Concludiamo quindi con il retrogusto, ovvero tutte quelle sensazioni che seguono alla deglutizione del vino. Il retrogusto può essere positivo se è un prolungamento delle sensazioni generali e negativo se emerge una diversa impressione, o addirittura sgradevole.
Non resta che provare, ricordandosi che anche la degustazione, come tutte le cose, richiede allenamento e che la vera discriminante alla fine è il proprio gusto. Perché il vino è prima di tutto un piacere! (Articolo realizzato con  il contributo di http://www.alimentipedia.it/Vino/Tutto_Vino/vino_degustazione_aspetti.html)

 

BRUT TRADITION s.a. aoc champagne DE SOUSA & FILS

brut tradition

€.35,00 lotto 1 bottiglia (prezzo listino €.55,00, risparmio €.20,00)

L’aspetto è brillante, chiaro, dai leggeri riflessi verdi. Un perlage fine e abbondante è presente alla mescita. Cordon fine e persistente. Il naso è fine e floreale, ma anche molto espressivo e potente con una certa delicatezza. Un tocco di mimosa, poi una sensazione di agrumi e frutta matura. Attacco in bocca franco, di una freschezza piuttosto vivace ben equilibrata da un’impressione calda di miele. Il finale è gradevole, di lunghezza media.

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TRAMINER 2008 doc alto adige FRANZ HAAS

TRAMINER FRANZ HAAS

€.15,00 lotto 1 bottiglia (prezzo di listino €.19,00, risparmio €.3,00) 

Vitigno autoctono che ha bisogno di un terreno molto argilloso per crescere bene. E’ un vino con un forte aroma, molto strutturato e corposo. Il Traminer aromatico ha un colore giallo paglia accompagnato da aromi complessi di rose, chiodi di garofano e lychees. Al palato questo vino è molto pieno con un finale leggermente amarognolo, tipico del Traminer.

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Guida alla degustazione del vino – L’esame olfattivo

Eccoci con il secondo appuntamento con la guida alla degustazione del vino. Dopo aver parlato di esame visivo, oggi analizziamo quello olfattivo con alcuni suggerimenti anche per i degustatori in erba.

 

 

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L’olfatto è uno dei sensi più sensibili e, grazie a lui, possiamo cogliere aspetti del vino e sensazioni praticamente infiniti, piacevoli e sgradevoli.

A livello pratico l’esame olfattivo avviene in due modi. A bicchiere fermo, così da percepire le sostanze più volatili e avere una prima impressione dei profumi. Quindi a bicchiere in rotazione, cosa che permette a tutti gli elementi volatili contenuti nel vino di sprigionarsi.

Una precisazione: il naso percepisce gli odori in pochi attimi, dopodiché inizia l’assuefazione. Nella degustazione è perciò importante che si annusi il vino per pochi attimi per poi ripetere dopo qualche secondo più volte.
Quanto al bicchiere, il più adatto è quello a tulipano, che tende a chiudersi in alto e convoglia cioè i sentori e i profumi al nostro naso.
La degustazione olfattiva è certamente una delle fasi più complesse, che richiede allenamento e maestria per riuscire a percepire tutti gli odori e a decifrarli per provenienza e tipo.
Ma cosa si cerca durante l’esame olfattivo? Prima di tutto l’intensità e la persistenza. Un buon vino ha un profumo intenso che dura a lungo.
Questo tipo di esame ci dice poi da dove proviene il vino, che ha in sé le caratteristiche della propria terra: clima, vegetazione, presenza di mare e di vento…
E ci dà, del resto, notizie sul suo invecchiamento: un vino invecchiato nel legno ci presenterà tracce del legno stesso sotto forma di aroma.
Notoriamente, l’esame del vino è utile anche a identificare alcuni difetti del vino, come il famoso “odore di tappo”, che si verifica perchè nel tappo di sughero si formano delle muffe, di cui il vino assorbe gli sgradevoli odori.
Altri difetti possono essere l’odore di feccia, dal caratteristico sentore di uova marce; l’odore dato da botti troppo vecchie con legni marci e quello dovuto a eccessiva ossidazione, che conferisce quell’odore marsalato, tipico dei vini eccessivamente invecchiati.
Di seguito, ecco invece una tabella con gli aromi e i profumi base tipici con cui si identifica un vino:
ODORI FLOREALI
Acacia, Biancospino, sambuco, rosa, ginestra, violetta, tiglio, iris, arancio, gelsomino, geraneo
ODORI FRUTTATI
Frutta fresca: albicocca, pesca, banana, mela, ananas, arancia, ciliegia, prugna, fragola, e frutti di bosco come: ribes, lampone, mora, mirtillo.
Frutta secca: mandorla, nocciola, noce, uvetta.
Frutta cotta: pere, prugne, confetture, ciliegie.
ODORI ERBACEI
Erba fresca, erba tagliata, fieno, peperone verde, foglia di tabacco, muschio, fungo, tè, menta, salvia.
ODORI SPEZIATI, AROMATICI
Anice, cannella, chiodi di garofano, pepe nero, finocchio, liquirizia, noce moscata, alloro, basilico, vaniglia, tartufo.
ODORI BALSAMICI
Resina, ginepro, ambra, incenso.
ODORI TOSTATI
Cacao, caffè, cioccolato, caramello, catrame.
ODORI MINERALI
Pietra focaia, polvere da sparo, selce, grafite.
ODORI LEGNOSI
Castagno, quercia, legno verde, legno vecchio, scatola di sigari, sandalo.
ODORI ETEREI
Smalto per unghie, sapone, caramella mou, burro, crosta di pane, cera d’api.
(Articolo realizzato con  il contributo di http://www.alimentipedia.it/Vino/Tutto_Vino/vino_degustazione_aspetti.html)

 

BRUT TRADITION S.A. aoc champagne - AUBRY

BRUT TRADITION AUBRY

€.27,00 lotto 1 bottiglia (prezzo di listino €.38,00, risparmio €.11,00)

Il vino esprime tutta la naturale freschezza degli acini. Degustazione: il profumo offre note ben fruttate tra la pesca bianca e i lamponi. In bocca la rotondità e gli aromi del Pinot Meunier rivestono una struttura che resta ferma e tonica. Persistente, deciso è un vino di forte personalità.

Brut Tradition s.a. - aoc champagne AUBRY